sabato 18 febbraio 2012

L' UTOPIA


Thomas More nel 1516 prefigurò un' isola in cui la proprietà privata fosse bandita e il tempo non fosse tiranno per le famiglie, permettendo a ciascuno di coltivare l'arte delle scienze e della filosofia  per il benessere di tutti, lavorando e studiando con passione, condivisione e fede nella Provvidenza di Dio e nell' immortalità dell'anima.
Certamente non pensava all' Europa estesa da Gibilterra a Vladivostok e nemmeno anelava alla sintesi di un coacervo di civiltà e di popoli sempre in guerra tra loro; non esistevano ancora né lo spread né il pareggio di bilancio e l' Utopia aveva ancora un senso per lui che aveva letto Platone e conosciuto il Cristianesimo. Senz'altro Marx ne trasse buon auspicio per la filosofia dell'avvenire e di sicuro il terzo millennio proverà ancora a sognare nuove isole di pace dove l'oro non valga nemmeno uno scellino.
Chissà quanti parlamentari europei hanno sognato utopie o almeno letto Wikipedia se non sudato libri nelle biblioteche: forse hanno lauree honoris causa offerte loro in uova di Pasqua da principi del foro o professori in cattedra?

VIVA LA GRECIA

      Europa figlia dei Titani Oceano e Teti era conosciuta già nel 770 a.Chr da Esiodo come donna bellissima, oggi invece appare ai giovani come una vecchia baldracca discinta e un pò barbona perchè non appartiene a loro ma ai padri (della patria) che l' hanno sempre tradita: soltanto i giovani elettori bamboccioni (mammoni), sfigati (neolaureati), disoccupati e cassintegrati, maledetti di Beaudelaire incazzati potranno ricreare un 'Europa che sia viva utopia e non miraggio per pochi eletti amministratori delegati. Il Parlamento europeo raccoglie il peggio delle fradice politiche parlamentari dei suoi paesi membri e va riformato con il coraggio dell'utopia. 
 
       I Commissari zelanti di Bruxelles vogliono -e non fan nulla di razionale e possibile per evitarlo- il fallimento della Grecia e di ogni possibilità di costruire un' Europa politica, ma la Storia dei popoli non è perfettamente controllabile a tavolino e tantomeno da ingloriosi uomini fantoccio che tracciano grafici finanziari di default nonostante abbiano già suggerita e pronta la soluzione: permettere che un popolo sovrano che ha già scelto l'Europa sia salvato e soccorso senza mannaia dai paesi membri della comunità. O si fa così o si farà prima in Grecia e poi in tutta Europa la rivoluzione, il terrorismo, l'anarchia, la violenza, l'odio, la disunione insanabile di popoli che hanno avuto in comune prima di questa maledetta Comunità (nemmeno economica) Europea un destino e una civiltà la cui ricchezza di pensiero supera immensamente la miseria asettica dei bilanci comunitari.  
         Viva la Grecia.
       

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