giovedì 23 aprile 2009

"PARS OCCIDENTIS": LO SPIRITO DI CROCIATA

CATTIVA GLOBALIZZAZIONE
ESODO MEDITERRANEO

Voelkerwanderungen
Fenomenologia della povertà e della salvezza.

La storia moderna attuale ci costringe a una ineludibile riflessione e testimonianza di fronte alle catastrofi sofferte nel mondo, in Irak, negli Stati Uniti, in Afganistan, in Africa e in Sudamerica, in Tibet, in Sudan, in Cina, in India a causa di terrorismo, dittature, fondamentalismi, tsunami, esondazioni, terremoti: indicibile si ripropone ciclicamente il dramma della paura e la ineluttabilità della morte, vissute come ineffabili espressioni terrifiche di angosce e fobie collettive dinnanzi al pericolo di cataclismi e alla minaccia di guerre e di epidemie incontrollabili.
Il progresso tecnologico e scientifico non ci ripara dalle conseguenze dell’odio e dell’ignoranza in questo mondo paradossale dove la globalizzazione “imperfetta” è ipocritamente asseverata dalle inique leggi dei potenti, che hanno scisso l’etica dall’economia, sacrificando il benessere collettivo all’ ingordigia di banchieri, azionisti, multinazionali e imprese senza scrupoli, laddove politica e mafie si confondono con la democrazia corrotta dell’ Occidente.
A Oriente e nei paesi emergenti si sta ancora peggio, satrapi e dittature soffocano aneliti di libertà con la violenza, la tortura, l’islamismo fondamentalista, l’esodo biblico di masse affamate ed inerti, dimenticate o rimosse: in orde disperate si ammassano ai confini d’ Europa che si affannano ad accoglierli con l’ipocrisia del politicamente corretto o a respingerli dopo averli allettati nei loro paesi d’origine con ingannevoli messaggi di consumismo, afinalistico, diseducativo, sempre più lontano dai vincoli fieri della cultura civica, storica e religiosa dei popoli.
Chi-accoglie e chi-respinge così , senza dare prima un fondamento etico alla propria storia, non raccogliendo nello Stato il vissuto storico laico e religioso del proprio essere “cittadini”, corrode ignobilmente la civiltà greco-latina e cristiana che nei due millenni trascorsi ha marcato gradualmente in Europa i confini della nostra cultura.

SI VIS PACEM PARA BELLUM

Alcune riflessioni si evincono dall’esperienza di una globalizzazione “cattiva” , demagogica, ideologicamente paranoide, ipocritamente solidale, scissa dal reale bisogno di una vera solidarietà creatrice di autonomia, contro la povertà e la disperata solitudine di popoli minacciati da diatribe interne , dove l'evoluzione storico-politica-religiosa non ha costruito sistemi di governo parlamentare ma dittature religiose, pseudodemocrazie tribali, monarchie feudali in terre incolte o desertiche relegate ai confini di un diverso e opposto mondo che si è perduto nella violenza del colonialismo e nell’abbandono di valori culturali e religiosi salvifici.
Europa, Stati Uniti, Africa, Asia, Medio Oriente non celebrano nell’epoca contemporanea quanto possa essere complementare all’itinerario interreligioso e divenire volàno di una pacificazione mondiale attraverso la conquista, ovunque, dei Diritti fondamentali come promulgato nello Statuto delle Nazioni Unite, adottato il 26 giugno 1945 a San Francisco, a conclusione della Conferenza delle Nazioni Unite sull'Organizzazione Internazionale per la pace, la sicurezza, lo sviluppo.
Il suo fallimento è implicito all’ ipocrisia dei firmatari della Carta delle Nazioni Unite che non hanno predisposto subito tutte le strategie programmatiche necessarie al mantenimento della pace e della sicurezza internazionali e allo sviluppo delle relazioni amichevoli e della cooperazione fra le nazioni, non potendo la globalizzazione essere ridotta solo all'economico, ignorando l'implicita complessità delle dimensioni culturali, politiche, sociali e militari.
Dovrebbe essere un imperativo categorico, irrinunciabile, mantenere, rafforzare e fondare la pace internazionale sulla libertà, l'uguaglianza, la giustizia e il rispetto dei diritti fondamentali dell'uomo sviluppando relazioni amichevoli fra le nazioni indipendentemente dalle differenze dei loro sistemi politici, economici e sociali e dei loro livelli di sviluppo.
Gli Stati non sempre si sono astenuti nelle loro relazioni internazionali dall'impiego di misure coercitive di carattere militare, politico, economico dirette contro l'indipendenza politica o l'integrità territoriale di qualunque altro Stato.
Non tutti gli Stati hanno risolto le loro controversie internazionali con mezzi pacifici.
Non sempre hanno messo in atto ogni possibile mezzo diretto a impedire di destabilizzare l'unità nazionale e l'integrità territoriale di uno Stato o di metterne in pericolo la sua indipendenza politica.

E’ rimasto inosservato e inadempiuto il principio del Diritto dei popoli all'autodeterminazione e il principio dell'uguaglianza sovrana degli Stati.
Drammatica è ormai l'inadeguatezza del sistema delle Nazioni Unite di fronte alla vacuità delle proclamazioni della Carta delle Nazioni Unite e della Commissione dei diritti umani essendo fragili i limiti del sistema di garanzia laddove vige la legge e il veto del più forte, quando la violenza diviene politicamente corretta se a perpetrarla è il paese egemone più armato o quello economicamente più attrezzato a ricattare vicendevolmente le aree geopolitiche indebolite ed emarginate dall'aumento del numero e della violenza dei conflitti interni.
La risoluzione del Diritto contemporaneo è alfine minacciata da una tensione crescente dentro la parte dispotica del "mondo" arabo islamico, dall' escalation del terrorismo internazionale fondamentalista, dalla crisi mondiale che ancor più destabilizza i paese africani, asiatici e sudamericani spinti verso alleanze schizofreniche di ribellione per l’impoverimento culturale, etico, religioso della Pars Occidentis che per due millenni ha retto i destini del nuovo mondo, talvolta indegnamente se il nostro sguardo passa criticamente attraverso l’interpretazione della verità storica.

Ancora una volta il mondo Occidentale si trova costretto alla difesa : “si vis pacem, para bellum” .

Bisogna scegliere da che parte stare, inutile il pietismo, la globalizzazione miserevole, il solidarismo becero, il pauperismo fatuo e l' anarchia, non è il momento di deporre vessilli e gonfaloni, non possiamo rinunciare almeno per un trentennio all’energia nucleare in un contesto di dipendenza attuale dalle forniture di petrolio dei paesi arabi, così come ad un severo risparmio energetico, al rispetto della Carta dei Diritti come all’esigenza di essere reciprocamente ovunque rispettati, all’accoglienza dei lavoratori stranieri, operai, artigiani o tecnici come all’arresto e all’espulsione dei violenti e al rifiuto del vagabondaggio, all’ intercultura come alla nostra cultura -tanto più- alla interreligiosità come al nostro segno della Croce -a maggior ragione- come alle nostre Chiese, alla comprensione delle lingue straniere come allo studio e all’uso della nostra lingua antica, ellenico – latina , dialettale e moderna, nessuno deve sentirsi straniero in casa propria.
CATASTROFE E TRIONFO DELLA NOSTRA CULTURA CRISTIANA

L' Impero Romano d'Oriente nasce per arginare barbari germanici e Slavi sulle sponde del Danubio e i Persiani sull'Eufrate; Costantino I sceglie come capitale Bisanzio (Costantinopoli\ 330 d.C.), citta' piu' vicina e difendibile di Roma, per fronteggiare i popoli d’ Oriente.
Teodosio I il Grande affida nel 395 l'Occidente al figlio Onorio e l'Oriente al figlio Arcadio. Onorio trasporta la Capitale a Ravenna (404), Arcadio conferma la scelta di Costantino I.
Un vasto delta etnolinguistico e etnoculturale sedimentato dal Danubio al Caucaso nei secoli ha attraversato l’Europa permeando il sentire delle genti che hanno nutrito i loro figli e dato sepoltura degna agli avi, costruendo Città Stato per il governo e templi per la preghiera, monumenti per gli eroi e una nuova identità passando dal paganesimo di matrice greco romana a una nuova cittadinanza cristiana attraverso un lento processo catartico fatto di lacerazioni, mutamenti, conversioni che avrebbero superato nel corso del primo millennio la superstite coscienza pagana della decadente Roma imperiale, di fronte alla deriva delle popolazioni germaniche e uraloaltaiche.
Nel primo millennio si è costituita la “Pars Occidentis” su norme civiche e su valori cristiani antitetici all’Islam e nasce con Carlo Magno nell’Epoca medioevale dell’ 800 l'Europa cristiana.
Dal VII secolo l’assalto musulmano imperversa nel mediterraneo per circa otto secoli nel vano tentativo di costituire uno stato islamico unitario.
L’Europa si riappropria della politica tra il Novecento e il Mille, contro Bizantini e Normanni, Arabi, Ungheri e Slavi e la Chiesa non si sottrae alle battaglie, lotta contro il feudalesimo ecclesiastico riaffermando la teocrazia papale.
Tutto l'Occidente, Europa cristiana e romana sostiene un immenso teatro di guerra nell’esuberante spirito delle Crociate e delle Repubbliche marinare che inalberano vessilli.su tutto il bacino del Mediterraneo, delineando il conflitto tra mondo cristiano e musulmano.
Il “bannum pontificale” di Sergio IV raccoglieva l’ Occidente cattolico sotto i gonfaloni di San Pietro contro la minacciosa avanzata delle armate turche verso i confini dell’Impero, per liberare il Santo Sepolcro e arrestare la minaccia turca su Costantinopoli.
Così evocavano i cavalieri contro la divisione politica e militare della cristianità: “Templum Dei acquirere, Saracenos destruere.”

Il 29 maggio 1453 Costantinopoli cadde ad opera di Maometto II e il corso della Storia mutò, Occidente e Oriente si contrapposero tenacemente e l’ Impero Latino, centro di gravità del mondo antico e ultimo baluardo della cristianità orientale , decadde in rovina, esponendo alla mercé dei turchi le città dei mari Egeo, Ionio e Adriatico.

Malta, Vienna, Roma, Italia e Spagna temevano invasioni, razzie, devastazione e massacri. "Dies irae, dies illa".
Lo spirito di crociata preservò tuttavia le nazioni europee dalla dominazione musulmana e riscattò la caduta dell’ Impero con la vittoria di Lepanto nel 1571: duecentootto galee, di cui centodieci affidate al comando di capitani veneziani, sconfissero la flotta turca di duecentotrenta navi restituendo coraggio alla Comunità cristiana di tutta l’Europa Occidentale.

L’ 11 settembre 1683 l’ esercito di Maometto IV riprese la sua marcia verso l’ Occidente ma le mura di Vienna resistettero all’ impeto turco e resituirono grazia alla Civiltà cristiana, sacralità alla vita, proteggendo un millennio di storia evangelica contro il fondamentalismo cranico.

IL PERCORSO PIU’ DIFFICILE DELLA STORIA CRISTIANA :LA PACE
SHALOM

Come altrimenti potremmo difendere la nostra Cultura se non riconquistando il Tempio di Gerusalemme (“Yerushalaim” in ebraico: città della pace , distrutta 18 volte dai tempi di Davide) , sostenendo l’integrità di Israele dalle insidie di chi nega sistematicamente l' Olocausto, esporta odio ed antisemitismo invocando la distruzione dello stato di Israele, senza alcun rispetto dei diritti umani civici ed etici conquistati nei secoli dalle nostre genti d’ Europa: dall’Egeo al mare del Nord, dal Portogallo agli Urali, in un percorso storico che attraversò il mistero delle nostre origini cristiane, la sapienza del monachesimo e dei Santi, di sacerdoti, monaci, eremiti sensibili al richiamo della Terra Santa, l'epopea di Carlomagno, Re dei Franchi e dei Longobardi, contro i Mori di Spagna, il trionfo dei Templari , quando le forze crociate affluivano per terra e per mare verso Oriente dalla Francia, dall'Italia, dall'Inghilterra, dalla Danimarca, dalla Norvegia, dalle Fiandre.
Durante le prime crociate, Venezia conquista le città costiere della Siria e della Palestina per installare fòndaci a Gerusalemme, Alessandria, Acri, Beirut, Aleppo, Damasco, il Cairo, in isole e porti dell’Egeo.
Nel XIII secolo Marco Polo inizia il suo lungo cammino verso l’Asia Minore divenendo ambasciatore del nuovo mondo e preannunciando l’incontro-scontro con l’universo spirituale dell’Asia e delle Indie.
La nostra storia passò fiera attraverso l’esperienza salvifica dell’ Umanesimo e del Rinascimento, la rivoluzione protestante della Riforma luterana e la Controriforma per una nuova reinterpretazione della fede, l’Assolutismo e l’Illuminismo, le rivoluzioni Americana e Francese, la liberazione kantiana dai vincoli della istituzione ecclesiastica e della vita morale, le conquiste tecnologiche dell’epoca moderna sino alla traccia violenta delle ideologie comuniste e naziste, ma divenne prodromica alla fondazione degli Stati liberali contemporanei.
La storia passò come lava sui campi insanguinati delle guerre mondiali sino alla guerra fredda dei mondi USA e URSS finchè la caduta del muro di Berlino abbattè ogni simulacro di dispotismo nei Paesi d’Europa, facendo luce sulla verità storica e riappropriandosi dell’etica e della morale cristiana, sul sentiero faticoso della laicità dello stato.
Il crollo delle torri Gemelle (11 settembre 2001) ha lacerato il corso della storia contemporanea, lasciando un vallo profondo tra le civiltà cristiana e musulmana, percepito più dagli umili che dagli intellettuali demodés del politically correct che mistificano la libertà dell’uomo in ateismo agnostico, rifiutando il sentimento dei valori cristiani che hanno fondato e tracciato il solco delle nostre vite.

LE RISOLUZIONI PER LA PACE

Non è la globalizzazione che ci salverà…ma, credo, un nuovo Concilio e un nuovo Patto con gli Stati Cristiani continentali, una nuova Risoluzione della Assemblea Generale delle Nazioni Unite che proclami un codice dei reati contro la pace e la sicurezza dell'umanità, che rispetti la dignità dell’uomo contro ogni razzismo e intolleranza, comunque certi che né la pietà né la forca possono recidere le radici sociali della povertà in assenza di un saldo senso civico di appartenenza che legittimi lo Stato di Diritto.

I TEMPLARI, OGGI, NON PER SERVIRE PAPI O RE

Ineluttabile sentirci oggi ancora Cristiani col fervore dei templari riappropriandoci dell’etica sul sentiero faticoso della laicità dello Stato che non sia in antitesi con la morale cristiana, non per servire Papi o Re, ma per salvare la nostra fede in un Dio che è risorto e risorge in noi come Popolo in una Terra Santa in cui ci riconosciamo fedeli, dove non ci sia mai posto per satrapi crudeli.

“Come cantare i canti del Signore
In terra straniera?
Se ti dimentico, Gerusalemme,
si paralizzi la mia destra;
mi si attacchi la lingua al palato,
se lascio cadere il tuo ricordo,
se non metto Gerusalemme
al di sopra di ogni mia gioia.”
Salmo 136

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