sabato 18 febbraio 2012

L' UTOPIA


Thomas More nel 1516 prefigurò un' isola in cui la proprietà privata fosse bandita e il tempo non fosse tiranno per le famiglie, permettendo a ciascuno di coltivare l'arte delle scienze e della filosofia  per il benessere di tutti, lavorando e studiando con passione, condivisione e fede nella Provvidenza di Dio e nell' immortalità dell'anima.
Certamente non pensava all' Europa estesa da Gibilterra a Vladivostok e nemmeno anelava alla sintesi di un coacervo di civiltà e di popoli sempre in guerra tra loro; non esistevano ancora né lo spread né il pareggio di bilancio e l' Utopia aveva ancora un senso per lui che aveva letto Platone e conosciuto il Cristianesimo. Senz'altro Marx ne trasse buon auspicio per la filosofia dell'avvenire e di sicuro il terzo millennio proverà ancora a sognare nuove isole di pace dove l'oro non valga nemmeno uno scellino.
Chissà quanti parlamentari europei hanno sognato utopie o almeno letto Wikipedia se non sudato libri nelle biblioteche: forse hanno lauree honoris causa offerte loro in uova di Pasqua da principi del foro o professori in cattedra?

VIVA LA GRECIA

      Europa figlia dei Titani Oceano e Teti era conosciuta già nel 770 a.Chr da Esiodo come donna bellissima, oggi invece appare ai giovani come una vecchia baldracca discinta e un pò barbona perchè non appartiene a loro ma ai padri (della patria) che l' hanno sempre tradita: soltanto i giovani elettori bamboccioni (mammoni), sfigati (neolaureati), disoccupati e cassintegrati, maledetti di Beaudelaire incazzati potranno ricreare un 'Europa che sia viva utopia e non miraggio per pochi eletti amministratori delegati. Il Parlamento europeo raccoglie il peggio delle fradice politiche parlamentari dei suoi paesi membri e va riformato con il coraggio dell'utopia. 
 
       I Commissari zelanti di Bruxelles vogliono -e non fan nulla di razionale e possibile per evitarlo- il fallimento della Grecia e di ogni possibilità di costruire un' Europa politica, ma la Storia dei popoli non è perfettamente controllabile a tavolino e tantomeno da ingloriosi uomini fantoccio che tracciano grafici finanziari di default nonostante abbiano già suggerita e pronta la soluzione: permettere che un popolo sovrano che ha già scelto l'Europa sia salvato e soccorso senza mannaia dai paesi membri della comunità. O si fa così o si farà prima in Grecia e poi in tutta Europa la rivoluzione, il terrorismo, l'anarchia, la violenza, l'odio, la disunione insanabile di popoli che hanno avuto in comune prima di questa maledetta Comunità (nemmeno economica) Europea un destino e una civiltà la cui ricchezza di pensiero supera immensamente la miseria asettica dei bilanci comunitari.  
         Viva la Grecia.
       

martedì 14 febbraio 2012

UN BUON LAVORO PER TUTTI



Innamorarsi 


ancora 


della vita.








Per che cosa si lavora ormai nei Paesi dell' Occidente ed Emergenti (fotocopia) + India e Cina ( già in tutto l'Oriente) + gran parte della ex URSS + quasi tutti i Paesi Arabi? Si lavora per il PIL, per il bilancio in pareggio, per evitare il default, per abbassare lo spread, per uno stipendio a fine mese, per non essere dis-occupati o cassa-integrati o esauriti in preda all'inedia, o perchè teniamo famiglia, mai più ci si sentirà onorati nel Lavoro se il lavoro ancora consiste in tutto Ciò che gli Altri vogliono che tu faccia o vorrebbero che tu facessi per il PIL, lo spread, il debito pubblico, il bilancio, i debiti, il default, il vaffanculo. 
Solo un lavoro creativo ci commuove ancora, ci inorgoglisce, ci onora indipendentemente da tutte le variabili dell'economia del Welfare Keynesiano, ma dove andremo mai a finire se primo non si placa l'assedio al Capitale, secondo non si riduce al minimo logico la Burocrazia, terzo non si cacciano i ladri dal tessuto sociale, quarto non si trasformano banche e agenzie di rating in centri di sviluppo non speculativo e di igiene mentale, quinto non si inquina l'ambiente e il cervello con bisogni inutili e tossici, sesto non si abbandonano i sentimenti che nemmeno più si cercano, settimo non si recupera la benedetta morale di un Dio comune che sia ugualmente buono per tutti, ottavo ci vuole una giustizia globalizzata per princìpi umani fondamentali di crescita e di sviluppo, nono...innamorarsi ancora della vita, decimo...farsi almeno una bella risata ogni giorno.
Vaffanculo Beppe, come ne usciremo mai da qui?

mercoledì 1 febbraio 2012

ESSERCI


Quando si crede di avere il privilegio della certezza,

della infallibilità,

della grandezza,

della perfezione dei nostri princìpi

dovremmo almeno dubitare di noi stessi

ricordandoci le parole di Montale

"Codesto solo oggi possiamo dirti, ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.”

Un invito alla Ragione sempre perfettibile

solo con la coscienza di ciò che non siamo,

di ciò che non vogliamo,

per prefigurarci un Esserci migliore di questo,

imperfetto e ambivalente,

che viviamo oggi.


lunedì 30 gennaio 2012

LEADERS ABIETTI


DOMANI,
SUBITO DOPO L’INCUBO
DELLA NOTTE

Domani saprò trasformare le mie delusioni
in scelte politiche consapevoli
e il mio disprezzo per i leaders abietti in emozioni positive
per quello che ancora rimane di non effimero,
laddove politica diventa possibilità d'essere autentici,
alla ricerca ogni volta di una articolazione più ampia del linguaggio,
che non sia una tecnica ideologica
per rappresentare e rappresentarsi una metafisica paranoide,
in oltraggio alla verità del tempo,
delle emozioni,
delle intuizioni scientifiche e sensoriali dell' Essere e dell’ Esser-ci
( nel mondo).

domenica 29 gennaio 2012

SI SOFFRE ANCHE PER QUESTO

 
NAVIGARE
VISTA


Si naviga a vista,
il faro lontano ci rassicura,
si aspetta che tiri ancora il vento in poppa,
se alte e ancora gonfie le vele,
poi la marea ci riporta a riva o si naufraga sulla scogliera:

lavorare e pensare è una brutta cosa,
si soffre anche per questo,
ma ancor peggio chi lavora e non pensa ai compagni Ethos e Pathos
( che sempre mi accompagnano ).
C'è sofferenza per tutti, tranne per gli imbecilli, credo.
Utrum animus immortalis est, an simul cum corpore interibit?
(Cicero quaerit)

LA CADUTA DEGLI DEI

LA FINE
DEL GOVERNO
DEGLI IGNORANTI ,
ANNO 2011 p.Chr.n.





Il “Governo degli ignoranti” era senza ideali ( se mai ne avesse avuti già prima ), né coraggio ( se mai ne fosse stato capace ), né entusiasmo ( se mai fosse stato in buona salute ), né cultura ( se mai ne avesse avuta una sua propria ), né speranza ( se mai avesse voluto davvero migliorare le Istituzioni dello Stato ), né serenità ( per servire i suoi elettori senza conflitti di interesse ), né amore per i giovani nostri figli ( il futuro della nazione ), se mai avesse rappresentato davvero il popolo sovrano! Meglio una Fabula di Fedro.

martedì 27 dicembre 2011

IL PAESE PRIMA DELL'AVVENTO DEI SOBRI

“IL BEL
PAESE
PRIMA
DELL’AVVENTO
DEI SOBRI”


LA CONOSCENZA
Benvenuta la critica e la libera crescita della conoscenza: diverse filosofie implicano diversi criteri di razionalità e compito della filosofia è quello di liberare le teorie scientifiche da ogni elemento metafisico insegnando a gestire l’evoluzione a partire da ciò che conosciamo. Basterebbe la conoscenza dei fatti e degli eventi per evitare errori mentre l’informazione (che è solo verosimile se non ambigua o menzognera) domina e prefigura ciò che noi conosciamo come vero.

I PURI
E' dal tempo di Craxi che aspetto (Mao suggeriva di aspettare il cadavere del nemico lungo il fiume, prima o poi passerà..): ecco i maestri di vita, i profeti, le animelle sante del partito comunista italiano, i puri dopo il naufragio del liberismo. Mi ricordo mio padre, socialdemocratico-socialista dal primo dopoguerra, fiero e orgoglioso della sua onestà politica e personale, Dio l'abbia in gloria.

PARTO DISTOCICO
Dal Governo PDL-Lega nacque un progetto podalico, storto, per sua natura improbo per velleità e millanteria: il Berlusca disegnò alla lavagna eutocici ponti, gallerie, centrali nucleari, mentre Bossi invocava la Padania libera, entrambi in buona fede ritenendo l'uno libero il Governo, l'altro solo padana la Libertà: il Governo è prigioniero dei corrotti, la Padania del suo dissepolto furore secessionista. Così si rischia un cesareo ! "Partus difficillimus aegerrimusque non ut hominis natura est". Questo Governo non ha più avuto ideali né coraggio se mai ne fosse stato capace, né entusiasmo, né cultura se mai ne avesse avuta una sua propria, né speranza se mai avesse voluto migliorare le Istituzioni dello Stato, né serenità per servire i suoi elettori, né amore per i giovani nostri figli, il futuro della nazione, se mai avesse amato davvero!

LA FINE DEL MONDO
Magistrati col potere che sempre resistevano, sindacati che sempre si opponevano, amministratori che sempre rubavano, sacerdoti che sempre lanciavano anatemi...pur restando su altre navi o scafi sempre evocando (con la pancia ...o la plancia, piena) la fine del mondo per colpa del Berlusca.

UOMINI SEMPLICI
Meglio uomini semplici capaci di governare e che non amano la piazza sfregolante ma il lavoro e la gente onesta, con un fronte d'urto sull' istruzione forte, libera, selettiva e gratuita.

DOVE STANNO I SOLDI
Diamoci una sveglia nelle Istituzioni, con uno Stato ladro non si va da nessuna parte, pagherà ancora chi ha già pagato. La finanza sa dove stanno i soldi, lo sanno i politici, lo sanno le amministrazioni dello Stato e la magistatura non persegue con determinatezza ed efficacia il crimine e l'illegalità. Lo Stato è ladro e marcio, bisogna riformare la giustizia, la Corte dei Conti, la Presidenza del Consiglio, unire province e costituire macroregioni, dare solidità alle Istituzioni e certezze ai cittadini, rendere selettiva, gratuita ed efficace l' Istruzione dei giovani.

LA FIDUCIA
L’unica alternativa a questo sistema parlamentare è un complessivo cambiamento degli eletti, che si ritrovino scelti non dai partiti ma da un' alternativa elettorale a cui si dovrebbe pensare al più presto per lasciare spazio a chi sia credibile e possa ricostituire la fiducia del popolo italiano nelle Istituzioni della Repubblica. La Politica ricomincerà a parlare di Ethos, di Pathos, di Polis e non più di cornacchie e di veline, di tromboni e di omosessuali eterofobici.

QUELLI CHE…TAG
Tag: schiacciatasti, partiti secolari, affiliati, raccomandati, scilipoti, scambisti, venduti, quelli che "sono giuste le tasse se le pagano gli altri", quelli che "aboliamo le baby- pensions subito dopo che l'ho avuta io", quelli che " i figli non siano nominati dai padri mai più appena mio figlio diventerà consigliere regionale o deputato", quelli che " aboliamo le Province dopo che abbiamo salvato le nostre", quelli che " aboliamo i finanziamenti delle scuole private dopo che mia figlia avrà superato l'esame di Stato nella scuola privata di Roma", quelle che " viva l'aborto delle altre", quelle più intelligenti che belle che " io non l'ho mai data via", quelle che " io con questo governo non ci parlo ", quelli che " viva il comunismo e la rivoluzione"- "Vive la France" - "ce n'est... qu'un début, continuons le ...combat", quelli che " Cuba è bella" ma vivono ancora qui. La Cina è ancora una dittatura e il Capitale di Marx [i Cinesi] l'hanno solo letto...e venduto a caro prezzo in Asia in passato e oggi in Africa lo vendono in saldo, scaduto e revisionato, le multinazionali.

LA MORALE
Nessuna Istituzione pubblica o religiosa scagli la prima pietra, proceda piuttosto al licenziamento dei proseliti deviati e devianti e siano scelti responsabili credenti, credibili ed esemplari! Non fu solo (solo lui) il Berlusca, licenzioso: non vidi nessuna moralità e appropriatezza in Prodi e nella Bonino quando, appena eletti si prostrarono alla dittatura cinese, flessi a un'economia feroce tanto quanto il despotismo economico-comunista asiatico, aprendo i mercati italiani alla mercificazione e allo sfruttamento di un' economia poco -molto poco- etica, priva di diritti per donne e fanciulli schiavizzati nel lavoro e nella vita, senza ammortizzatori sociali, senza sindacati liberi, censurati e privati di ogni diritto in un Paese dove ancora ritengono la religione oppio dei popoli, l'etica un orpello occidentale, la libertà di pensiero una chimera, il sopruso politico una bandiera rossa: Platone e Marx si rivoltano mille e mille volte nella tomba, sopraffatti dalle insulse e disumane materializzazioni della filosofia, nel sangue delittuoso del comunismo asiatico e moscovita del secolo scorso. Nessun parlamentare può tirarsi fuori a parole dalle contraddizioni della propria vita politica e privata: chi di loro non ha mai avuto conflitti di interesse? Chi si è dichiarato cattolico e ha fatto il possibile e l’impossibile per riportare un’etica cristiana nelle norme giurisprudenziali? Chi da ricco ha salvato i miserabili e i poveri oltre l’evanescente ipocrisia della carità? Manca nel centrodestra attuale italiano un polo aggregatore di giovani (non solo per età politica ma anche per ideali) che si faccia promotore di una [rivoluzione] galileiana che butti via il marcio della politica e ricrei quel sorriso che solo i giovani ti possono dare; manca nel panorama politico italiano quella critica eloquente del sistema parlamentare uniformato ai canoni della sinistra, centro, destra che sono ormai obsoleti a partire dalla caduta del muro di Berlino e dal nascere dell' informazione net-libera planetaria. I parlamentari europei sono marci, privi di risonanze [entusiasmi] giovanili e di un sorriso [libero] che restituisca gioia alla politica e all' intelligenza. Oggi serve all' Italia una aggregazione politica parlamentare che contrasti privilegi ed evasione fiscale, questo è il punto: non servono più sindacati saturi di ideologia e di compromessi, tanto meno servono mafiosi e vecchi idioti che ancora scalpitano sui consumati rami parlamentari.

RIFLESSIONI
Troppe cose cambiano e sono cambiate, è giusto che ciascuno rifletta, si faccia un'idea e la pesi per ciò che vale per la propria storia personale: condivido su facebook emozioni con amici e conoscenti, anche se apprezzo meno scelte politiche di arroccamento e non di crescita, intanto si aspettano nuovi eventi, si parla sempre più di governo tecnico che sostituisca quello vacillante di centrodestra, anche se nessuno può giurare che al centrosinistra esista una coordinazione migliore e una (una sola) proposta politica. Bersani e Vendola, con Di Pietro sono reflui di una teoria egalitaria d'oltralpe mescolata con Robespierre e marxismo (ideologia nefasta da cui sembrerebbe immune Renzi e quei della Leopolda 2011), mentre Bossi non è un dio e anche lui ha finito il suo percorso: meglio sarebbe, come del resto Berlusconi (a maggior-maggior ragione), che lasciasse con ragionevole dignità e intelligenza politica il posto a un futuro federalista all'interno di una grande coalizione liberale riformista. In questo momento che ritengo catastrofico (sotto il profilo dei principi-chiamali cristiani, etici, liberali, riformisti) è ora che quel di Arcore e quel della Brianza siano rottamati anch'essi dai dinosauri del centrodestra, altrimenti se ne andranno tutti [così spero che succeda] cacciati da una marea di indignazione che almeno sia di catarsi per una terza repubblica. I gagliardi ferrariani di destra vanno al Manzoni di Milano, ma sì, piuttosto che la salamoia dei transfughi, meglio mettere le basi per un governo politico che nasca da un confronto sereno con gli altri filibustieri del palinsesto e i simpatici renziani della Leopolda di Firenze: Ferrara è un giovane vecchio, Sallusti si rinnova, Feltri ha il coraggio a dire quel che pensa, ma non vedo i giovani! dove stanno i giovani? questo treno di leopoldini possa almeno cooptarli a spingere i giovani valorosi fuori dal finestrino. Ma se poi ci ritrovassimo solo questi leopoldini sinistro centrodestri a governare, che faremmo? Non so dare una risposta...mi fido poco degli italiani ! Ma se Monti avanza restano gli scilipoti e le carlucci e ci ritroveremo ancora un parlamento di farabutti dopo la strigliata di Standard & Poors.

FMI-BCE
L' Europa finge di non vedere, implode come gli Stati Uniti..., l' Italia italiota cazzeggia sui colori rosso nero verde e viola...ma cela soltanto il colore fradicio penitenziale dei condannati alla retrocessione verso un paese diviso e inviso, colonizzato da un matrice FMI-BCE che capitalizza sempre più fondi mafiosi, cinesi e arabi.

SOFISMI
Questa sinistra e questa destra... si sono nutrite di sofismi ideologici obsoleti e non di virtù. Queste coorti hanno il colore dell' odio che i disperati e gli ignoranti trasformano in delirio e paranoidi girotondi, non in fattuali obiettivi di riforma della giustizia, dell' economia, dell' istruzione.

PER COLPA DI CHI?
Ci ritroviamo per colpa di B ma anche per colpa di A e di C con la barca a vela contro vento che naviga a vista con l'automatico da sinistra a destra e poi da destra a sinistra, basta che non sbagli una sola virata, altrimenti non arriverà nemmeno in vista del faro, che ancora non si vede da qui.

mercoledì 10 agosto 2011

mens, fides, virtus, concordia

riferimento per i lettori per meditare e trarre spunti di lettura dai classici.
1- Si inest in hominum genere mens, fides, virtus, concordia, unde haec in terram, nisi a superis, defluere potuerunt? (Cic.)
2- Perdifficilis et perobscura est quaestio de natura deorum (Cic.)
3- Erant Athenis duae factiones, quarum una populi causam agebat, altera optimatium (Nep.)
4- Non potest severus esse in iudicando, qui alios in se severos esse iudices non vult (Cic.)
8- Iniuriam qui facturus est, iam facit (Sen.)

martedì 6 aprile 2010

ODIO E LIBERTA'

DIATRIBE VELENOSE


Censura fascista, libertà democratica, odio marxista.

Amore e odio.

Cristo e violenza.

Missione cristiana e fondamentalismo.

Religione e ateismo. Fede e agnosticismo. Evangelizzazione e sincretismo.

Questo millennio ha riproposto diatribe velenose tra categorie antitetiche intrise di maledizione blasfema contro la religione e contro le Istituzioni: un vulnus anarcoide scinde le nostre coscienze e come una cesoia interseca la melassa di un Bene e di un Male decristianizzati, laicizzati, negati per giustificare la gloria della libertà individuale tesa al solipsismo e al delirio.

I grandi templi greci e romani si ergevano su colonne doriche, ioniche o corinzie e il cittadino contemplava le alte metope dei fregi sorretti da leggi fisiche e geometriche assolute che declinavano lo spirito divino per rappresentarlo al popolo come entità suprema indistruttibile; oggi dopo duemila anni si coniugano plastiche e cartoni di gesso per una architettura moderna che si contrappone al classico ricercando il particolare effimero e decadente, così come il pensiero decaduto al quotidiano rotocalco dell'inutile e barbaro pregiudizio contro l'assoluto, il divino, l'eterno, negando la filosofia in un ritrito marxismo che sacrifica al collettivismo la ricchezza e la grandezza del soggetto, unico artefice della poesia del creato. L'abbandono fumoso al materialismo positivista e ateo ha degenerato l'espressione libera del pensiero e costretto il singolo a uniformare le emozioni dissolvendole nel pragmatismo accorpando orde di intellettuali folli devastati e devastanti, uniti persino nei blogs destrocentrici e sinistrocentrici deformati da una interpretazione gossipara del quotidiano che rifugge schizoide dall'universale.

La Poesia, come la Musica, porta con sè lo spirito universale e ricrea endorfine psichiche di pacificazione collettiva e personale, rigenerando forze protese al bene, alla sapienza, al generoso sostanziarsi del divino nel corpo che solo potrà rinascere a rigenerarsi come forza dello spirito che si aprirà alla scoperta ancora del nuovo e del bello nel Creato.



Dove sta il vulnus di tale Don Giorgio? La censura non persiste più come mezzo di coercizione, ma è meglio ora e più giusto e normale che non ci siano più confini tra la maleducazione e l' insulto mediatico, tra lo sberleffo satirico e la mutilazione ideologica della dignità dell'altro, tra l'ironia del dileggio e l'odio politico, tra l'astio perverso e l'ira invereconda, tra il gioco e la condanna, tra la smargiassata petulante del guitto e la vergognosa reiterazione della manifestazione oscena del proprio pensiero di maledizione contro l'avversario?


Due note costituzionali:

1) non possiamo noi disciplinare in alcun modo la libertà personale essendo essa un diritto indisponibile, intrasferibile, irrinunciabile e imprescrittibile salvo le eccezioni del potere legislativo e i provvedimenti restrittivi motivati dell'autorità giudiziaria. Sin qui nulla si eccepisce.
2) la nostra Carta Costituzionale sancisce nell'art. 21 la libertà di esprimersi, divulgare le proprie idee, persuadere con esse gli altri, con libertà di informare, di essere informati, di informarsi, pietra angolare della libertà di stampa, delle notizie su facebook, di ogni mezzo di informazione digitale. Salvo anche qui l'intervento motivato dell'autorità giudiziaria!
Dal Codice penale sono stati cancellati dal ministro leghista Roberto Castelli i reati d'opinione! Ma si può disprezzare una bandiera conquistata con il sacrificio dei giusti senza andare a processo? si può bestemmiare Dio o scrivere sul sagrato “preti pedofili” senza essere condannati per calunnia?


I limiti costituzionali sono la riservatezza e l'onore della persona, l'apologia di reato, il segreto di Stato, il segreto giudiziario, il buon costume (il comune senso del pudore e la pubblica decenza): sussistono ancora ma non sono mai stati tutelati se non a discrezione del magistrato, secondo "l'ampiezza" del suo pensiero "politico"!
Allora, vogliamo parlarci chiaro? Come si può nel nostro Paese tutelare il diritto d'opinione senza che esistano elementi legislativi più coercitivi della libertà all'offesa del diritto e della libertà altrui? Sussistendo già limiti costituzionali manca tuttavia la loro applicabilità essendo essa dipendente dall'arbitrio del magistrato.
Se la giurisprudenza ha risolto in parte il rischio di prevaricazione della sanzione penale sulla libera opinione, non mi è chiaro quali limiti legislativi siano stati frapposti alla libertà dell'odio e dell'istigazione a delinquere!


Valgono ancora i limiti costituzionali dell' Art. 21?

Se si come mai non ci si mette al lavoro 24ore su 24ore chiusi in commissione a lavorare a Roma sui vincoli legislativi all'ampiezza della libera interpretazione della legge da parte di chi presiede al magistero giurisprudenziale?


Tornando al mitico "Don" Giorgio e ai suoi compagni di blog io mi chiedo se non sussistano già violazioni penalmente perseguibili per l'Odio intrinseco al loro messaggio ingiurioso, oltraggioso e diffamante contro le più alte cariche dello Stato!

domenica 10 gennaio 2010

SI QUID...VERI!

LETTERA AD UN CARO AMICO
SI QUID...VERI!
IL TUO MITO DI "POLIS"

Caro Gigi, ho letto il tuo giornale, questo tuo "blog" che diviene consapevole specchio del nostro vissuto e ricompone il mosaico delle nostre emozioni e dei nostri convincimenti, "si quid...veri": vero, non vero! Navigando in rete mi accorgo di quanto siamo gli uni diversi dagli altri e come siano fragili comunque le nostre convinzioni (di noi tutti!) e di quanto sia "bello" scoprire in ciascuno l'emozione profonda della poesia (laddove si cela, quando si celi!), se alcunché...di vero esistesse oltre alle nostre particolari opinioni (la sapienza razionale, la filosofia, l'arte, l'Assoluto, l'Eterno)!
Invero non in tutti i blogs ritrovo l'ingegno dello spirito: sono lontanissime dal mio sentire le invettive di Don Giorgio, men che meno apprezzo la logorrea del Travaglio e non condivido le tue amorose dissertazioni antiregime.
Di te apprezzo di più l'Ethos e il Logos, quando parli dell' universale, del "refoulé " latente o rivelato nella sofferenza dell'Essere e del suo divenire cosciente.
Non amo invece la tua Polis, quello che tu, Don Giorgio (e gli Altri) manifestate proponendo alacremente e reiteratamente (quasi un'ossessione) un modello di vita ascetico, utopico, platonicamente comunista, che tagli alla radice tutto ciò che fomenta gli egoismi umani (compresa l'individualità, la differenza), contemplando l'ingresso del Bene nella comunità degli uomini (la collettività, il collettivo), vinte che siano le quattro forme imperfette e corrotte dello Stato (la timocrazia, l'oligarchia, la democrazia corrotta, la tirannide), messo un freno all'insaziabile anelito di libertà, elevando lo sguardo verso la luce di un proto-cristianesimo povero premarxista (ombra e immagine cavernosa del mito Don-Giorgiano ), ipocritamente povero per tutti tranne che per l'élite della intellighentia politicamente corretta.
Ogni volta che Voi parlate di Berlusconi siete ossessionati dalla convinzione che il suo mito economico-laico di libertà sia assai meno virtuoso e scientifico del vostro mito clericale-giustizialista di filosofia della purezza, come incontaminazione dal mito della ricchezza (visuta come peccato berlusconiano) e dal mito della castità ( dissolta morbosamente nel nascosto refoulé dei postriboli-links mediatici di cui i cattocomunisti sexually-correct si nutrono ancor peggio delle allegre furberie berlusconiane).
Trovo meschino il dipietrismo giacobino, che si erge a paladino alfiere incontaminato, il finto ingenuo veltronismo che insegna la retta via del buonismo, il candido casinismo che lancia anatemi dal pulpito delle sue contraddizioni politichesi, il finismo evangelico carbonaro che grida "delenda Forza Italia" inneggiando allo statalismo olo-perbenista (che raccolga tutto il perbene istituzionale di destra e di sinistra), il diverso bersanismo che fonda la sempre penultima via del cosismo sincretico, il digiuno-radicalismo che si nutre dei rimasugli-ismi del centro sinistrismo, il santo dalemismo che risorge rigenerando fantasmi di proto-socialismo, -ismi di autentico radical-schickismo che mira all' universalismo, all'aborto, all'eutanasia, alla liberalizzazione delle droghe, alla svendita della storia nazionale, al sincretismo religioso, all'invasione del diverso, alla coercizione della sessualità dentro i confini dell'uguaglianza, al pauperismo energetico antiatomico, al verde mistico, al collettivismo circolare chiuso del sindacalismo per riportare indietro la nostra storia ai tempi manzoniani del " o Francia o Spagna , purché se magna". Dio ci salvi, altro che Berlusconi!
Dei due miti (libertà della filosofia e filosofia della purezza) io scelgo il primo: esso non prescinde da una fede nel mistero della Croce, c'è spazio e tempo per una conversione ed una resurrezione, mentre temo che il mito della pura caverna sia una Metaidea assurda che preluda alla distorsione della Storia politica liberale (in fieri) e di quella (meno interessante) tutta italiana, privata e pubblica, di Berlusconi, vedendo in lui il lupo (dentro la buia caverna) e non l'uomo che è (o appare oggi -problem solving- al di fuori della caverna delle idee preconcette) : un'imprenditore (non un filosofo) che governa la Città con il potere del Popolo elettore - che il misero sistema elettorale "porcata" ci offre oggidì - (del resto non più cafone né illetterato più conformista degli Altri) e con la sua proposta ( espressa nelle forme di un'economia liberale-liberata dai vincoli di uno statalismo dogmatico clerico-marxista, che io maggiormente temo).
Sarebbe interessante, caro Gigi, che tu spiegassi ai tuoi lettori (a cui mi associo con interesse per il tuo Ethos Logos) quale sia il tuo mito di Polis e quale sia il mito (potere vs filosofia / filosofia vs potere) di Don Giorgio, almeno per chiarire come la vostra conoscenza sensibile e la vostra conoscenza intellettiva possano intrecciarsi dialetticamente con gli altri Umani dissimili per assicurare la vera conoscenza delle cose.
Conosco il mito giacobino di Travaglio e di Santoro e degli Altri, fino alla nausea,...e non mi interessa più leggerne e ascoltarne gli sproloqui fideisti, rifiutandomi di soggiacere ai proclami della sinistra giacobina e pur tappandomi le narici attendo che un vento riformista e federalista liberale ci presenti almeno una speranza.
A risentirci. Un abbraccio a Rosy, con affetto.
Continuerò a leggerti anche se non condivido le tue considerazioni politiche attuali, antitetiche alle mie, fondate credo per entrambi su motivazioni profonde e sincere, per entrambi, di un vissuto personale che anela alla gioia nella Polis, verosimilmente impossibile. Dubito tuttavia di avere ragione io, dubitando altresì che tu ne abbia: nessuno di entrambi merita, credo, la schifezza di questa bassa politica arida e lontana dalla grandezza della filosofia che tu e io amiamo.
Valdemar

giovedì 23 aprile 2009

"PARS OCCIDENTIS": LO SPIRITO DI CROCIATA

CATTIVA GLOBALIZZAZIONE
ESODO MEDITERRANEO

Voelkerwanderungen
Fenomenologia della povertà e della salvezza.

La storia moderna attuale ci costringe a una ineludibile riflessione e testimonianza di fronte alle catastrofi sofferte nel mondo, in Irak, negli Stati Uniti, in Afganistan, in Africa e in Sudamerica, in Tibet, in Sudan, in Cina, in India a causa di terrorismo, dittature, fondamentalismi, tsunami, esondazioni, terremoti: indicibile si ripropone ciclicamente il dramma della paura e la ineluttabilità della morte, vissute come ineffabili espressioni terrifiche di angosce e fobie collettive dinnanzi al pericolo di cataclismi e alla minaccia di guerre e di epidemie incontrollabili.
Il progresso tecnologico e scientifico non ci ripara dalle conseguenze dell’odio e dell’ignoranza in questo mondo paradossale dove la globalizzazione “imperfetta” è ipocritamente asseverata dalle inique leggi dei potenti, che hanno scisso l’etica dall’economia, sacrificando il benessere collettivo all’ ingordigia di banchieri, azionisti, multinazionali e imprese senza scrupoli, laddove politica e mafie si confondono con la democrazia corrotta dell’ Occidente.
A Oriente e nei paesi emergenti si sta ancora peggio, satrapi e dittature soffocano aneliti di libertà con la violenza, la tortura, l’islamismo fondamentalista, l’esodo biblico di masse affamate ed inerti, dimenticate o rimosse: in orde disperate si ammassano ai confini d’ Europa che si affannano ad accoglierli con l’ipocrisia del politicamente corretto o a respingerli dopo averli allettati nei loro paesi d’origine con ingannevoli messaggi di consumismo, afinalistico, diseducativo, sempre più lontano dai vincoli fieri della cultura civica, storica e religiosa dei popoli.
Chi-accoglie e chi-respinge così , senza dare prima un fondamento etico alla propria storia, non raccogliendo nello Stato il vissuto storico laico e religioso del proprio essere “cittadini”, corrode ignobilmente la civiltà greco-latina e cristiana che nei due millenni trascorsi ha marcato gradualmente in Europa i confini della nostra cultura.

SI VIS PACEM PARA BELLUM

Alcune riflessioni si evincono dall’esperienza di una globalizzazione “cattiva” , demagogica, ideologicamente paranoide, ipocritamente solidale, scissa dal reale bisogno di una vera solidarietà creatrice di autonomia, contro la povertà e la disperata solitudine di popoli minacciati da diatribe interne , dove l'evoluzione storico-politica-religiosa non ha costruito sistemi di governo parlamentare ma dittature religiose, pseudodemocrazie tribali, monarchie feudali in terre incolte o desertiche relegate ai confini di un diverso e opposto mondo che si è perduto nella violenza del colonialismo e nell’abbandono di valori culturali e religiosi salvifici.
Europa, Stati Uniti, Africa, Asia, Medio Oriente non celebrano nell’epoca contemporanea quanto possa essere complementare all’itinerario interreligioso e divenire volàno di una pacificazione mondiale attraverso la conquista, ovunque, dei Diritti fondamentali come promulgato nello Statuto delle Nazioni Unite, adottato il 26 giugno 1945 a San Francisco, a conclusione della Conferenza delle Nazioni Unite sull'Organizzazione Internazionale per la pace, la sicurezza, lo sviluppo.
Il suo fallimento è implicito all’ ipocrisia dei firmatari della Carta delle Nazioni Unite che non hanno predisposto subito tutte le strategie programmatiche necessarie al mantenimento della pace e della sicurezza internazionali e allo sviluppo delle relazioni amichevoli e della cooperazione fra le nazioni, non potendo la globalizzazione essere ridotta solo all'economico, ignorando l'implicita complessità delle dimensioni culturali, politiche, sociali e militari.
Dovrebbe essere un imperativo categorico, irrinunciabile, mantenere, rafforzare e fondare la pace internazionale sulla libertà, l'uguaglianza, la giustizia e il rispetto dei diritti fondamentali dell'uomo sviluppando relazioni amichevoli fra le nazioni indipendentemente dalle differenze dei loro sistemi politici, economici e sociali e dei loro livelli di sviluppo.
Gli Stati non sempre si sono astenuti nelle loro relazioni internazionali dall'impiego di misure coercitive di carattere militare, politico, economico dirette contro l'indipendenza politica o l'integrità territoriale di qualunque altro Stato.
Non tutti gli Stati hanno risolto le loro controversie internazionali con mezzi pacifici.
Non sempre hanno messo in atto ogni possibile mezzo diretto a impedire di destabilizzare l'unità nazionale e l'integrità territoriale di uno Stato o di metterne in pericolo la sua indipendenza politica.

E’ rimasto inosservato e inadempiuto il principio del Diritto dei popoli all'autodeterminazione e il principio dell'uguaglianza sovrana degli Stati.
Drammatica è ormai l'inadeguatezza del sistema delle Nazioni Unite di fronte alla vacuità delle proclamazioni della Carta delle Nazioni Unite e della Commissione dei diritti umani essendo fragili i limiti del sistema di garanzia laddove vige la legge e il veto del più forte, quando la violenza diviene politicamente corretta se a perpetrarla è il paese egemone più armato o quello economicamente più attrezzato a ricattare vicendevolmente le aree geopolitiche indebolite ed emarginate dall'aumento del numero e della violenza dei conflitti interni.
La risoluzione del Diritto contemporaneo è alfine minacciata da una tensione crescente dentro la parte dispotica del "mondo" arabo islamico, dall' escalation del terrorismo internazionale fondamentalista, dalla crisi mondiale che ancor più destabilizza i paese africani, asiatici e sudamericani spinti verso alleanze schizofreniche di ribellione per l’impoverimento culturale, etico, religioso della Pars Occidentis che per due millenni ha retto i destini del nuovo mondo, talvolta indegnamente se il nostro sguardo passa criticamente attraverso l’interpretazione della verità storica.

Ancora una volta il mondo Occidentale si trova costretto alla difesa : “si vis pacem, para bellum” .

Bisogna scegliere da che parte stare, inutile il pietismo, la globalizzazione miserevole, il solidarismo becero, il pauperismo fatuo e l' anarchia, non è il momento di deporre vessilli e gonfaloni, non possiamo rinunciare almeno per un trentennio all’energia nucleare in un contesto di dipendenza attuale dalle forniture di petrolio dei paesi arabi, così come ad un severo risparmio energetico, al rispetto della Carta dei Diritti come all’esigenza di essere reciprocamente ovunque rispettati, all’accoglienza dei lavoratori stranieri, operai, artigiani o tecnici come all’arresto e all’espulsione dei violenti e al rifiuto del vagabondaggio, all’ intercultura come alla nostra cultura -tanto più- alla interreligiosità come al nostro segno della Croce -a maggior ragione- come alle nostre Chiese, alla comprensione delle lingue straniere come allo studio e all’uso della nostra lingua antica, ellenico – latina , dialettale e moderna, nessuno deve sentirsi straniero in casa propria.
CATASTROFE E TRIONFO DELLA NOSTRA CULTURA CRISTIANA

L' Impero Romano d'Oriente nasce per arginare barbari germanici e Slavi sulle sponde del Danubio e i Persiani sull'Eufrate; Costantino I sceglie come capitale Bisanzio (Costantinopoli\ 330 d.C.), citta' piu' vicina e difendibile di Roma, per fronteggiare i popoli d’ Oriente.
Teodosio I il Grande affida nel 395 l'Occidente al figlio Onorio e l'Oriente al figlio Arcadio. Onorio trasporta la Capitale a Ravenna (404), Arcadio conferma la scelta di Costantino I.
Un vasto delta etnolinguistico e etnoculturale sedimentato dal Danubio al Caucaso nei secoli ha attraversato l’Europa permeando il sentire delle genti che hanno nutrito i loro figli e dato sepoltura degna agli avi, costruendo Città Stato per il governo e templi per la preghiera, monumenti per gli eroi e una nuova identità passando dal paganesimo di matrice greco romana a una nuova cittadinanza cristiana attraverso un lento processo catartico fatto di lacerazioni, mutamenti, conversioni che avrebbero superato nel corso del primo millennio la superstite coscienza pagana della decadente Roma imperiale, di fronte alla deriva delle popolazioni germaniche e uraloaltaiche.
Nel primo millennio si è costituita la “Pars Occidentis” su norme civiche e su valori cristiani antitetici all’Islam e nasce con Carlo Magno nell’Epoca medioevale dell’ 800 l'Europa cristiana.
Dal VII secolo l’assalto musulmano imperversa nel mediterraneo per circa otto secoli nel vano tentativo di costituire uno stato islamico unitario.
L’Europa si riappropria della politica tra il Novecento e il Mille, contro Bizantini e Normanni, Arabi, Ungheri e Slavi e la Chiesa non si sottrae alle battaglie, lotta contro il feudalesimo ecclesiastico riaffermando la teocrazia papale.
Tutto l'Occidente, Europa cristiana e romana sostiene un immenso teatro di guerra nell’esuberante spirito delle Crociate e delle Repubbliche marinare che inalberano vessilli.su tutto il bacino del Mediterraneo, delineando il conflitto tra mondo cristiano e musulmano.
Il “bannum pontificale” di Sergio IV raccoglieva l’ Occidente cattolico sotto i gonfaloni di San Pietro contro la minacciosa avanzata delle armate turche verso i confini dell’Impero, per liberare il Santo Sepolcro e arrestare la minaccia turca su Costantinopoli.
Così evocavano i cavalieri contro la divisione politica e militare della cristianità: “Templum Dei acquirere, Saracenos destruere.”

Il 29 maggio 1453 Costantinopoli cadde ad opera di Maometto II e il corso della Storia mutò, Occidente e Oriente si contrapposero tenacemente e l’ Impero Latino, centro di gravità del mondo antico e ultimo baluardo della cristianità orientale , decadde in rovina, esponendo alla mercé dei turchi le città dei mari Egeo, Ionio e Adriatico.

Malta, Vienna, Roma, Italia e Spagna temevano invasioni, razzie, devastazione e massacri. "Dies irae, dies illa".
Lo spirito di crociata preservò tuttavia le nazioni europee dalla dominazione musulmana e riscattò la caduta dell’ Impero con la vittoria di Lepanto nel 1571: duecentootto galee, di cui centodieci affidate al comando di capitani veneziani, sconfissero la flotta turca di duecentotrenta navi restituendo coraggio alla Comunità cristiana di tutta l’Europa Occidentale.

L’ 11 settembre 1683 l’ esercito di Maometto IV riprese la sua marcia verso l’ Occidente ma le mura di Vienna resistettero all’ impeto turco e resituirono grazia alla Civiltà cristiana, sacralità alla vita, proteggendo un millennio di storia evangelica contro il fondamentalismo cranico.

IL PERCORSO PIU’ DIFFICILE DELLA STORIA CRISTIANA :LA PACE
SHALOM

Come altrimenti potremmo difendere la nostra Cultura se non riconquistando il Tempio di Gerusalemme (“Yerushalaim” in ebraico: città della pace , distrutta 18 volte dai tempi di Davide) , sostenendo l’integrità di Israele dalle insidie di chi nega sistematicamente l' Olocausto, esporta odio ed antisemitismo invocando la distruzione dello stato di Israele, senza alcun rispetto dei diritti umani civici ed etici conquistati nei secoli dalle nostre genti d’ Europa: dall’Egeo al mare del Nord, dal Portogallo agli Urali, in un percorso storico che attraversò il mistero delle nostre origini cristiane, la sapienza del monachesimo e dei Santi, di sacerdoti, monaci, eremiti sensibili al richiamo della Terra Santa, l'epopea di Carlomagno, Re dei Franchi e dei Longobardi, contro i Mori di Spagna, il trionfo dei Templari , quando le forze crociate affluivano per terra e per mare verso Oriente dalla Francia, dall'Italia, dall'Inghilterra, dalla Danimarca, dalla Norvegia, dalle Fiandre.
Durante le prime crociate, Venezia conquista le città costiere della Siria e della Palestina per installare fòndaci a Gerusalemme, Alessandria, Acri, Beirut, Aleppo, Damasco, il Cairo, in isole e porti dell’Egeo.
Nel XIII secolo Marco Polo inizia il suo lungo cammino verso l’Asia Minore divenendo ambasciatore del nuovo mondo e preannunciando l’incontro-scontro con l’universo spirituale dell’Asia e delle Indie.
La nostra storia passò fiera attraverso l’esperienza salvifica dell’ Umanesimo e del Rinascimento, la rivoluzione protestante della Riforma luterana e la Controriforma per una nuova reinterpretazione della fede, l’Assolutismo e l’Illuminismo, le rivoluzioni Americana e Francese, la liberazione kantiana dai vincoli della istituzione ecclesiastica e della vita morale, le conquiste tecnologiche dell’epoca moderna sino alla traccia violenta delle ideologie comuniste e naziste, ma divenne prodromica alla fondazione degli Stati liberali contemporanei.
La storia passò come lava sui campi insanguinati delle guerre mondiali sino alla guerra fredda dei mondi USA e URSS finchè la caduta del muro di Berlino abbattè ogni simulacro di dispotismo nei Paesi d’Europa, facendo luce sulla verità storica e riappropriandosi dell’etica e della morale cristiana, sul sentiero faticoso della laicità dello stato.
Il crollo delle torri Gemelle (11 settembre 2001) ha lacerato il corso della storia contemporanea, lasciando un vallo profondo tra le civiltà cristiana e musulmana, percepito più dagli umili che dagli intellettuali demodés del politically correct che mistificano la libertà dell’uomo in ateismo agnostico, rifiutando il sentimento dei valori cristiani che hanno fondato e tracciato il solco delle nostre vite.

LE RISOLUZIONI PER LA PACE

Non è la globalizzazione che ci salverà…ma, credo, un nuovo Concilio e un nuovo Patto con gli Stati Cristiani continentali, una nuova Risoluzione della Assemblea Generale delle Nazioni Unite che proclami un codice dei reati contro la pace e la sicurezza dell'umanità, che rispetti la dignità dell’uomo contro ogni razzismo e intolleranza, comunque certi che né la pietà né la forca possono recidere le radici sociali della povertà in assenza di un saldo senso civico di appartenenza che legittimi lo Stato di Diritto.

I TEMPLARI, OGGI, NON PER SERVIRE PAPI O RE

Ineluttabile sentirci oggi ancora Cristiani col fervore dei templari riappropriandoci dell’etica sul sentiero faticoso della laicità dello Stato che non sia in antitesi con la morale cristiana, non per servire Papi o Re, ma per salvare la nostra fede in un Dio che è risorto e risorge in noi come Popolo in una Terra Santa in cui ci riconosciamo fedeli, dove non ci sia mai posto per satrapi crudeli.

“Come cantare i canti del Signore
In terra straniera?
Se ti dimentico, Gerusalemme,
si paralizzi la mia destra;
mi si attacchi la lingua al palato,
se lascio cadere il tuo ricordo,
se non metto Gerusalemme
al di sopra di ogni mia gioia.”
Salmo 136